Composizione N° 6 - Piet Mondrian
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Plus Minus
Composizione N° 6 - Piet Mondrian

pociopocio

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Composizione N° 6 - Piet Mondrian

Data: 27/12/08   Ultima modifica il 28/12/08 (127 letture)

Valutazione:

Vantaggi: L'arte di Piet Mondrian

Svantaggi: * * * * *

COMPOSIZIONE N° 6 (1914)
Piet Mondrian (1872 - 1944)
Pittore olandese
Gemeentemuseum di La Haye
XX secolo
Tela cm. 88 x 61


Fino al 1910 Piet Mondrian aveva dipinto paesaggi nei quali emergeva un tardo impressionismo misto a influenze simboliste.
L'artista manifestò presto un radicale rifiuto della natura, delle sue suggestioni, dei suoi effetti atmosferici teneri e luminosi, e iniziò a semplificare progressivamente il motivo ispiratore (facciate di edifici, alberi, chiese, fari, dighe...) fino a ridurlo a una struttura lineare, una costruzione grafica.
Il tema di questa COMPOSIZIONE N° 6 è riconducibile alla serie delle facciate immobili, delle quali i rettangoli sovrapposti evocano i particolari architettonici.
I soggetti prescelti in questo periodo corrispondono alle esigenze geometriche dell'artista.
La serie della facciate di chiese è risultato particolarmente adatta alla ricerca stilistica di Mondrian, che voleva dimostrare che qualsiasi oggetto contiene in se stesso, se sottoposto a un processo di semplificazione, "l'essenza spirituale di tutte le cose", ovvero l'universale.
Mondrian sceglie forme elementari, abolisce ogni suggestione della prospettiva, dissolve l'oggetto e riconduce la forma alla struttura primordiale: il rapporto di proporzione orizzontale-verticale, la cui opposizione, ai suoi occhi, è all'origine di tutto.
Si è molto insistito sull'importanza dell'esperienza cubista nell'evoluzione della sua pittura..., in questo dipinto essa traspare nella delicata sobrietà dei toni dove il rosa pallido è l'azzurroo tenero fanno risaltare il grigio del fondo e le linee nere.


La COMPOSIZIONE N°6 deve essere ricondotta alla serie dei "plus minus) ("più o meno", cosiddetta per sottolineare gli attributi simbolici positivi e negativi delle linee verticali e orizzontali) alla quale il pittore lavorò dalla fine del 1914.
Piet Mondrian riduce la realtà ad una serie di segni, i + e i - che, per il rapporto delle proporzioni e per il ritmo più o meno serrato a cui sono sottomessi, sono sufficienti a riassumere l'intero universo ed i dualismi che lo compongono (maschile-femminile, spirituale-materiale)...

"Vedendo il mare, il cielo, le stelle, li rappresenterei tramite una moltitudine di croci. Ero impressionato dalla grandiosità della natura e cercavo di rappresentarne l'espansione, la quiete, l'unità [...] Ma sentivo che lavoravo sempre come un impressionista, esprimendo una sensazione particolare e non la realtà com'è".


MONDRIAN TRA IL 1912 E IL 1918

Nel 1912 Mondrian è a Parigi per stabilirvisi definitivamente.
Nello stesso anno partecipa ad una mostra ad Amsterdam, dove espone otto opere del periodo cosiddetto cubista.
Si tratta di dipinti realizzati nel clima culturalmente stimolante della Parigi anteguerra, dove l'artista ha modo di conoscere Derain, Braque e Picasso.
Mondrian lavora tuttavia molto isolato e preferisce la compagnia del giovane compositore olandese Jacob Van Donselaer.
Nel 1913 partecipa, con grande successo critico, al Salon des Indépendants, esibendo uno stile indirizzato verso l'astrattismo.
Nel 1914 raggiunge la famiglia in Olanda e lo scoppio della guerra lo costringe ad attendere la fine del conflitto per rientrare a Parigi.
Nel suo paese natale ha modo di fare due incontri molto importanti: nel 1916 con Bart Van der Leck, che "dipinge con campi uniti e colori puri", e successivamente con Van Doesburg, il fondatore della rivista d'avanguardia "De Stijl", alla quale Mondrian collabora tra il 1917 e il 1922..., da questo momento si propone, enunciando i principi del neoplasticismo, di gettare le basi dell'arte universale futura.


COMPOSIZIONE N° 6 (1914)
Piet Mondrian (1872 - 1944)
Pittore olandese
Gemeentemuseum di La Haye
XX secolo
Tela cm. 88 x 61

Conclusione: Più o meno....

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