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Camilla II
Citroen Diana

Nome dooyoo: Giemme65
Prodotto:
Citroen Diana
Data: 27/06/12 Ultima modifica il 05/02/13 (54 letture)
Valutazione:
Vantaggi: ootima tenuta in curva e accensione alternativa
Svantaggi: nessuno
Proprio lunedì sera ho visto un esemplare, ormai raro, di Diane4. Era di due colori, bianco e arancione, un po' diversa dalla mia, ma quanti ricordi ha risvegliato in me, ragazzi. Quante ne ho fatte insieme a Camilla II, la mia Diane6!
Camilla II (l'avevo chiamata così) è stata la mia seconda macchina, dopo la mitica 500. Era una cinque porte a benzina (con il piombo), di colore azzurro, il tettuccio sganciabile e una cilindrata 600, che pagai, di seconda mano, un milione tondo tondo. Di seconda mano, sì, ma era in ottime condizioni.
Il cambio marce era alla cloche, cioè inserito vicino al volante, mentre i finestrini erano a scorrimento.
Neanche i consumi erano eccessivi: con 10.000 £ era in grado di farne di strada, con le distanze che pretendevo io! Proprio perché andava benissimo, in sole cinque ore, ricordo che riuscii a coprire perfino una tratta da Brescia, dove avevo appuntamento con alcuni amici, fino a Rimini, dove poi passammo le ferie. Eravamo tutti ragazzi di poco più di vent'anni, che avevano solo voglia di divertirsi, dopo un pesante periodo di lavoro.
Mi compiacevo, inoltre, di avere la stessa auto di Claudio Baglioni, anche se però la sua era gialla.
La mia Camilla aveva un'ottima tenuta sia in curva che in discesa. Era stabile e solida e mai mi ha dato l'impressione che potesse ribaltarsi.
L'accensione standard avveniva girando prima la chiave e poi schiacciando un pulsante rosso sotto il lunotto.
Ma quando faceva freddo o la batteria era scarica (a un giovane capita spesso, credetemi) e non funzionava, ricorrevo alla chiave-manovella (la stessa che si usava per cambiare le gomme). Si inseriva in un apposito foro, posto sotto il simbolo Citroen del cofano anteriore, e si girava per fare ripartire l'auto, se c'era benzina nel serbatoio. Eh sì, a un giovane avventuroso, che smaniava di vivere e vedere il mondo, accadeva anche questo!
Quante ne ho vissute in compagnia della mia Diane6! Quanti amici ho caricato, spesso anche più dei cinque previsti per legge (di solito si andava in sei)! Nonostante i sedili, ricoperti di stoffa azzurra, non fossero neanche imbottiti né comodi (era una macchina spartana e resistente), ma buoni per saltare e ribaltare, in occasioni particolari, con una manopola.
Chi legge ed è stato ventenne nella prima metà degli anni '80, sa cosa intendo dire, perché la nostra era ancora una gioventù che si divertiva senza computer, internet e i cellulari, che preferiva piuttosto una sana serata in pizzeria con fiumi di birra, un'escursione in bici, lungo le colline, o un week end al lago, se non a Roma, a vedere la partita della squadra del cuore, piuttosto che star rintanati in casa davanti a tv e al computer, come vedo fare i ragazzi di adesso.
Lunedì sera, rivedere un ormai raro esemplare di Diane, mi ha riportato tutto questo alla memoria, tutte le scorribande fatte con gli amici e la mia Camilla II. Per questo, quando ho visto che in dooyoo c'era ancora la mia adorata Diane, ho voluto raccontare la mia esperienza con questa macchina, che mi ha accompagnato negli anni migliori della mia vita.
E ho ricordato con rammarico la mia gioventù spensierata e avventurosa. Peccato non torni più.
Conclusione: una macchina che mi è rimasta nel cuore

