La sposa turca (DVD)
La sposa turca: è amore impossibile? - La sposa turca (DVD) DVD / Blu-Ray Film

L'Opinione più recente: ... vicende sono intervallate da immagini di una piccola orchestra che suona musiche turche sullo stretto del Bosforo davanti ad Instanbul, c... altro

La sposa turca: è amore impossibile?
La sposa turca (DVD)

sirk

Nome dooyoo: sirk

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La sposa turca (DVD)

Data: 03/09/08

Valutazione:

Vantaggi: Regia e cast su tutti

Svantaggi: no..

Dopo trentasei anni di vita mi sono dovuto arrendere: si, a mio avviso esiste l'amore vero ma impossibile da vivere, nonostante tutto. Scrivo che "mi sono dovuto arrendere" a questo concetto per il fatto che mi ci sono trovato, in una situazione di questo tipo, dopo aver pensato sempre esattamente alla risposta opposta.

Ma questa è una sfumatura personale, non certo un dogma... è LA MIA RISPOSTA alla domanda che pongo nel titolo, conscio del fatto che ognuno di noi, in base alle proprie esperienze di vita, potrebbe rispondere diversamente, anche perché il concetto si presta a mille sfumature diverse.

Sicuramente il film del regista FATIH AKIM, "La sposa turca", contribuisce ad alimentare la risposta che mi sono dato io ma non solo: "l'amour fou" che devasta e distrugge, privo di qualsiasi remora e regola, che entra all'improvviso in una vita, la sconvolge e non può essere arginato è il pilastro del lungometraggio e viene rafforzato da una sceneggiatura emotivamente "terrificante", perché i protagonisti si ritroveranno in questa situazione già disperata di suo, dopo essersi trovati ampiamente ai margini della vita, in lotta contro una vita che li sta portando alla reciproca disperazione, prima ancora che si conoscano!

CONTRO IL MURO

E' questo il titolo originale del film, "Contro il muro"!

Contro il muro degli integralismi e dell'intolleranza...

Contro il muro di chi vorrebbe vivere una vita normale, libera, ma deve impattare contro il muro di chi non ammette che una ragazza turca possa amare un occidentale, magari un tedesco (che è poi di origine turca), perché quella è la "strada della vergogna".

Contro il muro vero che in una delle primissime sequenze è il capolinea della folle corsa di un uomo turco che vive in terra tedesca, disperato, alcolizzato, che alla guida della sua auto decide di farla finita schiantandosi proprio contro quel muro imponente, ma che non ci riesce, non ce la fa a togliersi la vita, così come non ce l'aveva fatta la bella, giovane e disperata SIBEL, che in precedenza si era tagliata le vene, senza ottenere però ciò che voleva... la morte!


"CATTIVO, INCAZZATO E STANCO"

Mi piace citare il fantastico Clint Eastwood in "Gunny" ogni volta che posso perché adoro letteralmente questo film, però in questo caso l'accostamento è solo un aggancio verbale: nel monologo di Gunny che inizia proprio con Eastwood che, in galera, ha problemi con un "collega di cella", il nostro parte con il suo "senti amico... sono cattivo, incazzato e stanco", per poi proseguire in un discorsetto che non ammette repliche e che non traduco integralmente perché lo dovrei riempire di omissis e di bip, ma bastano le prime parole per dare un senso a ciò che voglio dire.

"LA SPOSA TURCA"... è esattamente un lungometraggio "cattivo, incazzato e stanco"!
La rabbia che esprime è palpabile dalla prima inquadratura fino all'ultima sequenza, passando attraverso due ore di straordinaria follia disperata, portata sul set dai due attori protagonisti, resa perfetta da una regia sicura e consapevole (la storia prende spunto da una esperienza del giovane regista turco/tedesco) e magnificamente fotografata con cupezza estrema da Rainer Klausmann. Dialoghi durissimi, situazione portata agli estremismi più indigesti e LA RABBIA CHE HANNO DENTRO i protagonisti, CAHIT E SIBEL, viene convogliata direttamente nei nostri cuori, senza mezze misure, senza filtri!

UN IMPATTO COL FILM

Qualcosa di gravissimo è accaduto, siamo già ampiamente nella seconda parte del film, SIBEL è disperata e deve parlare con qualcuno, cercare aiuto...

"Non si può, te lo ripeto, qui non ci puoi stare, domattina presto te ne vai così non ti vedono! Buttano fuori anche me altrimenti, hai capito?"

"Si, ho capito"

"Davvero non conosci nessuno? Ti ho fatto una domanda"

"No..."

"Ora cosa pensi di fare?"

"Se quelli mi trovano... MI AMMAZZANO"

"Chi ti ammazza?"

"I MIEI... LA MIA FAMIGLIA"

"E cosa ti aspettavi scusa? Combini un disastro e vuoi anche comprensione? Non hai nessuno in Turchia?"

"Si..."

"E allora ce l'hai un posto"

"E CHE NE SARA' DI CAHIT!"

"Cahit non ti deve interessare, lascialo stare!

E' incredibile, non ti basta quello che gli hai fatto? GLI HAI ROVINATO LA VITA! Ascoltami... tu vuoi davvero bene a CAHIT?"

"Si..."

"Bene... gli vuoi fare un grande regalo? VATTENE VIA SIBEL"

Suicidati tu che mi suicido io... il film si apre sul volto dolente di CHAIT: il ragazzo beve, è alcolizzato, discute con l'amica MAREN, è coinvolto in una rissa in un bar... poi, la corsa in auto verso quel muro, verso quella che secondo lui sarà la fine di tutte le sue sofferenze, che verranno spazzate via dalla morte!
Non lo sapremo immediatamente, ma il tormento esistenziale di CHAIT deriva dalla morte della sua giovane moglie che amava tantissimo.

Contemporaneamente... SIBEL
La ragazza turca è infelice, vorrebbe solo vivere la sua vita, ma anche lei è andata oltre... anche lei ha provato ad uccidersi e ora la camera la inquadra impietosa mentre deve rendere conto di ciò che ha fatto di fronte alla sua famiglia... il confronto è serrato, la madre sembra addolorata ma più comprensiva mentre il padre e il fratello sono offesi, furibondi, nei confronti della ragazza.
Papà Yunus considera quello che ha fatto Sibel assolutamente imperdonabile e glielo dice a muso duro: "di tutti i doni che ci vengono elargiti da Dio il più prezioso è la vita", e chi è lei per voltare così le spalle a Dio trascinando la sua famiglia nello SCANDALO?

Vuole che la figlia chieda perdono, che dica di essere felice per aver conservato la sua vita, Sibel deve pentirsi... ma lei, a capo chino, non parla, non risponde... e il padre se ne va, mentre il regista ci mostra Cahit che osserva la scena da un tavolino del locale, con tanto di collare e volto tumefatto. A rincarare la dose è il fratello di Sibel, Yilmaz, che minaccia la sorella promettendole che se il padre dovesse ammalarsi per colpa sua sarebbe pronto ad ammazzarla!

Ora Sibel e Cahit si ritrovano nello stesso ospedale psichiatrico e sorprendentemente la ragazza chiede a Cahit di SPOSARLO: lui inizialmente si rifiuta, le dice che è pazza, ma alla fine decide di aiutarla, perché lei minaccia di tentare il suicidio nuovamente se qualcuno non la libererà dall'oppressione della sua famiglia!

Ed ecco quindi il MATRIMONIO DI FACCIATA, uno di quelli che somigliano ai matrimoni fatti solo per avere la cittadinanza, ma in questo caso c'è molto di più, c'è una ragazza estremamente vogliosa di uscire dall'apnea della famiglia troppo protettiva e spesso angosciante, che sposerà un ex bravo ragazzo, che non ha più nulla da chiedere alla vita, che è già morto dentro, insieme alla ex moglie, che beve in continuazione ma che ritroverà proprio in QUESTO FINTO MATRIMONIO ed in SIBEL, fiammate di vita, che si sposteranno da un estremo all'altro della vita stessa!

E SE POI TI INNAMORI?

Il rituale musulmano vuole che il promesso sposo si presenti alla famiglia della donna che vuole in moglie per avere il consenso dal padre di lei. Cosa che Cahit puntualmente fa, accompagnato da SEREF, un amico che di fronte alla famiglia di Sibel si spaccia per lo zio del ragazzo, in una sequenza che è probabilmente l'unica che allenta per qualche minuto la morsa dell'atmosfera schiacciante e disperata del film.

OTTENUTA LA BENEDIZIONE AL MATRIMONIO, la cerimonia avviene con gli sposini che recitano benissimo il loro "film nel film", per poi trasferirsi a casa di Cahit.

Inizialmente tutto scorre come i protagonisti avevano concordato: un matrimonio di facciata che in realtà si limita ad una convivenza piuttosto burrascosa. Quella che dovrebbe essere la loro prima notte di nozze scivola in un litigio furibondo che spinge Chait a buttare fuori di casa la moglie che alcuni minuti dopo troveremo a letto con un barista! L'episodio non rimane isolato: Sibel si porta a letto diversi uomini, lui fa altrettanto, visto che ha una sorta di relazione con MAREN.
Le sequenze di sesso, anche violento, sembrano una metafora della follia psicologica che attanaglia questa coppia fantasma ma lentamente accade qualcosa che assolutamente non era previsto (anche se per lo spettatore sembra piuttosto prevedibile) nei loro piani.

CAHIT inizia a dare segni di gelosia quando vanno insieme in discoteca e SIBEL se ne va con questo o con quell'altro uomo, ma cerca di respingere questa sua sensazione.
Fa assumere Sibel come parrucchiera proprio da Maren che alla fine scopre che i due sono nel bel mezzo di un matrimonio/farsa.

Ma quando Maren confida alla bella "sposa turca" che occasionalmente ha rapporti col marito... la reazione dei SIBEL è rabbiosa, non sembra affatto disinteressata alla cosa.

E' amore tra Chait e Sibel?

Probabilmente si... sicuramente si per ciò che vedremo, ma chi si aspetta la luce del sentimento magico che improvvisamente coglie chi doveva solo "recitare" una farsa, che possa incanalare il film verso situazioni comode, felici, liberatorie... rimarrà deluso perché il regista (suo il soggetto e anche la sceneggiatura) sta solo preparandoci all'evento più drammatico, l'episodio più agghiacciante che "un amore" nato in questo modo, tra due persone condannate alla sofferenza!

Un EPISODIO drammatico, devastante, oserei dire quasi inevitabile, che porterà CAHIT in prigione e che riporta noi spettatori all'inizio della mia opinione, al primo dialogo citato, quello tra Sibel che disperata cerca aiuto proprio dal migliore amico di Cahit!

La situazione è sfuggita di mano a tutto e a tutti, a Sibel non rimane altro da fare se non andarsene in Turchia da una cugina, anche per salvarsi dalla furia della sua famiglia, che ora sa tutto, visto che Chait è finito sui giornali, oltre che in galera!

Ma questo non è il finale... è solo il confine narrativo che sposta le avventure/disavventure dei protagonisti dalla Germania alla Turchia, dove si svilupperà tutta la seconda parte del lungometraggio!

PERSONALMENTE

Grande entusiasmo da parte della critica nei confronti di questo film che trionfò al Festival di Berlino e un buon impatto anche col pubblico, che, nonostante le tematiche scomode affrontate a muso duro dal regista, pare abbia gradito questa pellicola aspra e tormentata. Tra le tante sequenze significative di "La sposa turca", personalmente ce ne sono almeno due che si elevano... per esempio quando Cahit si ritrova col fratello di Sibel ed altri amici per una partita a carte: le chiacchiere turche volano e un aspetto curioso fa riflettere:

"Ragazzi, l'altra sera ero in un locale... sono arrivate tantissime ragazze nuove; russe, scandinave, africane"

"Turche no?"

"Una donna turca ce l'ho già dentro casa, ma chi me lo fa fare"

"Una volta ci devi venire anche tu Cahit"

"Dove"

"Al bordello"

"E che ci vengo a fare?"

"Sforzati un po', non ti viene in mente niente?"

"Ma perché non scopate con le vostre mogli?"

Questa domanda di Cahit scatena il finimondo: la reazione degli altri uomini turchi è rabbiosa, perché non si doveva permettere di usare il verbo scopare parlando delle loro mogli!

Qui non ci troviamo ad ascoltare le solite sbruffonate da bar tra uomini, la cosa è molto più profonda e, se vogliamo, irritante!
Il musulmano può andare a letto con chi gli pare, nonostante sia sposato, ma usare il verbo "scopare" riferito alla moglie è da lui ritenuto come una grave offesa nei confronti della sua donna! La provocazione di Cahit è più che sensata, è turco anche lui, ma la reazione che ottiene è quella di ricevere addirittura una minaccia di morte, per una frase che a me sembra la più normale del mondo.

Quindi secondo la rappresentazione del musulmano che il regista turco - tedesco ci propone è più offensivo usare un verbo "forte" ma a difesa della moglie turca tradita, piuttosto che passare allegramente la serata in un bordello per poi vantarsene con gli amici!
E' più grave per un padre che la figlia, tentando il suicidio, getti scandalo e vergogna sulla famiglia, piuttosto che provare a capire cosa stia spingendo una figlia verso il suicidio!
Allucinante!!!

Da Amburgo ad Istambul il lungometraggio si spacca in due tronconi ben definiti, Fatih Akin porta avanti per oltre sessanta minuti i conflitti interetnici che questa drammatica vicenda umana e quando sposta l'azione in Turchia siamo già nel bel mezzo di una virata sentimentale che a tratti pare indebolire la forza del lungometraggio... ma non è così, e basteranno poche e significative sequenze per capirlo, ed apprezzare maggiormente "LA SPOSA TURCA".

IL CAST

Regia, soggetto e sceneggiatura di FATIH AKIN
Fotografia di Rainer Klausmann
Montaggio di Andrei Bird
Musiche di §Klaus Maeck

Birol Unel è Cahit
Sibel Kekilli è Sibel
Meltem Cumbul è Selma
Gueven Kyrac è Seref
Catrin Striebeck è Maren
Demir Gokgol è il padre di Sibel, Yunus Guner
Aysel Iscan è la mamma di Sibel, Birsen Guner
Cem Akin è il fratello di Sibel, Yilmaz Guner

Buona visione

Conclusione: Un film che ti resta dentro

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