Quello del poker, se non fosse per la coscienza sporca che si ritrova, sarebbe un bellissimo gioco.
Infatti, putrtroppo, molta gente è rimasta in mutande a causa di questo e di altri giochi d'azzardo, in quanto non ha saputo controllarsi, ed ora, il figlio elettronico di questo gioco, il videopoker, sta mietendo ancora più vittime del suo genitore.
Ricordo che invece io, insieme ad altri amici, lo giocavo per puro divertimento: all'epoca acquistavamo 3 pacchetti di sigarette a testa (allora circa 6-7000 lire, oggi circa il doppio) e consideravamo che ogni sigaretta valeva 100000 fiches, e distribuivamo 60 milioni di fiches a testa, che servivano per giocare la partita.
Giocavamo a 'scannarci', cioè la partita finiva quando uno di noi quattro aveva vinto i 12 pacchetti di sigarette, a volte sospendendo la partita e continuandola il giorno dopo.
Esiste una variante di questo gioco, che si chiama strip poker, nella quale si da un valore ad ogni indumento, in modo tale che alla fine, chi perde deve spogliarsi completamente.
Ancora, esiste il pokerissimo, che si gioca con 5 dadi, a turno, con uno o due cambi.
E' poi infinito il numero di 'giochini' collegati al poker, tra i quali la telesina, la croce e la matrice.
Il numero di carte per giocare è stabilito dalla regola dell'11: la carta più bassa, sommata al numero di concorrenti, deve dare appunto 11.
Vengono date 5 carte e poi ogni concorrente decide quante scartarne, a seconda della combinazione che intende realizzare.
Il gioco non è un gioco propriamente di carte, ma soprattutto psicologico, in quanto tra le regole c'è anche quella di poter bluffare, fingendo di avere qualcosa in più o in meno di quello che si ha, spingendo gli avversari a sbagliare.
Un ultimo consiglio: attenti ai bari.