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Poker
L'Opinione più recente: ... Asso dello stesso seme), Scala colore (5 carte consecutive ad es. 2,3,4,5,6 dello stesso seme), Poker (4 carte uguali ad es. 4 Assi o 4 R... altro |
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Regole differenti nei vari paesi (Poker)
Vantaggi: Determinante l'abilità del giocatore Svantaggi: Nessuno
Il poker è un gioco di carte considerato d'azzardo, in cui ha però un peso determinante l'abilità del giocatore. Di origine americana, ha regole leggermente diverse secondo vari paesi. Si gioca in quattro persone, ma anche in tre, in cinque o più, con un mazzo di 52 carte dal quale se ne tolgono un certo numero, iniziando dal 2, secondo una regola fissa, e cioè: la carta più bassa che deve rimanere nel mazzo risulta dalla differenza tra il numero fisso 11 e il numero dei giocatori. Per es., giocando in quattro, la carta più bassa sarà il 7, poiché 114=7; si toglieranno allora i 2, i 3, i 4, i 5 e i 6 e rimarrà un mazzo di 32 carte. Chi distribuisce dà cinque carte a ciascun giocatore, una alla volta, nel senso delle lancette dell'orologio. Il valore delle carte è decrescente dall'asso al 2 (asso, re, donna, ecc.) e le combinazioni in ordine crescente di valore sono le seguenti: una coppia (due carte uguali); due coppie; tris (tre carte uguali); scala (cinque carte in ordine di valore, di semi differenti); full (un tris e una coppia); colore (cinque carte dello stesso seme, non in ordine: talvolta il valore di questa combinazione è peraltro considerato inferiore al full); poker (quattro carte dello stesso valore); scala reale (cinque carte in ordine di valore e dello stesso seme). In caso di combinazioni uguali vince la più alta in valore (il tris di assi batte quello di re, ecc.) a eccezione della scala reale dove la scala minima è inferiore alla media, ma supera la massima e ciò perché mai un giocatore sia sicuro di avere in mano una combinazione vincente in assoluto. Nel caso di combinazioni uguali determina la vincita il seme, nel seguente ordine decrescente: cuori, quadri, fiori, picche. Prima di iniziare a giocare si concorda quale deve essere la somma iniziale per ogni piatto. Chi distribuisce mette sul piatto la quota minima stabilita (detta cip), con facoltà di aggiungere una quota libera (detta invito) che gli altri sono tenuti a versare. Il primo giocatore alla sinistra del cartaio, viste le proprie cinque carte, prende la parola e se ha almeno una coppia di fanti può aprire il gioco con una quota che non deve superare quanto già si trova sul piatto (se non ha i due fanti passa la parola al giocatore successivo). Gli altri, o "rinunciano" (perdendo quanto già versato), o "vedono" (versando quanto il primo giocatore), o "rilanciano" (aumentando a piacere, oppure entro certi limiti stabiliti, la quota iniziale; la cifra diventa obbligatoria per tutti coloro che intendono proseguire il gioco). Chi rimane in gara può scartare da una a quattro carte, facendosele sostituire dal cartaio, oppure può dichiararsi "servito", non scartandone alcuna. Ciò fatto, chi ha aperto il gioco o l'ultimo che ha rilanciato mette sul piatto la sua puntata o passa (dicendo parola, o passo parola); gli altri o passano o vedono o rilanciano. Quando non vi sono più rilanci, se gli altri passano vince chi ha fatto il rilancio più alto; se uno o più giocatori "vedono", chi è rimasto in gioco scopre le carte e vince chi ha la combinazione più alta. Se tutti passano, le quote rimangono per la mano successiva. Nel gioco si può verificare il "bluff" quando un giocatore, pur avendo una combinazione bassa o nessuna combinazione, punta forti somme per indurre gli altri a rinunciare. Il buio è l'apertura, eseguita prima ancora di vedere le proprie carte e dopo l'eventuale invito, dal primo giocatore alla sinistra del mazziere, che raddoppia la somma del piatto. In questo caso, il giocatore successivo può ricorrere al controbuio, raddoppiando ancora. Gli altri giocatori, dopo aver visto le proprie carte, se intendono giocare debbono versare la quota corrispondente al buio o al controbuio. Il gioco del poker, che si è prestato a diverse varianti di cui nessuna ha avuto successo, si affida, più che alla fortuna, alla psicologia del giocatore, il quale deve saper mascherare le proprie reazioni di fronte a qualsiasi situazione di gioco e intuire quelle degli avversari. Conclusione: |
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