La Prealpina
Il giornale di Varese - La Prealpina Riviste & Quotidiani

L'Opinione più recente: ... spazio allo sport (diciamo 3/4 del giornale). Si può trovare di tutto, dalla serie A di calcio fino alla serie Z di pallamano. Il lunedì... altro

Il giornale di Varese
La Prealpina

frasaiolo

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La Prealpina

Data: 25/09/08

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Vantaggi: ---

Svantaggi: ---

La Prealpina è il quotidiano locale della mia provincia, di Varese, pubblicato e letto poi anche nella provincia di Como ed in alcune zone del verbano e del novarese.
Come tutti i giornali locali pur dando spazio alle notizie di interesse nazionale ed internazionale la maggior parte delle pagine e degli articoli parlano di faccende e di questioni locali. E non potrebbe essere altrimenti anche perché in questo modo i giornali locali riescono a soddisfare l'interesse e la curiosità delle persone per le questioni loro più vicine. E così oltre all'interesse per le proprie cose c'è anche sempre una buona dose di curiosità. Si corre spesso nelle pagine centrali per vedere e leggere le notizie che parlano del tuo paese. La zona di Gallarate, la zona di Saronno, Tradate, Ponte Tresa. È bello, giusto anche così. Anche se a volte le notizie rischiano davvero di scadere nel quasi pettegolezzo. Ma alla fine l'importante per i giornali è davvero soddisfare ogni curiosità. Da menzionare poi è la Prealpina del lunedì con tantissime pagine di sport anche in questo caso dia a livello nazionale sia ancor di più a livello locale per una serie infinita di sport e una serie infinita di differenti categorie. Anche se purtroppo ormai, a differenza anche della storia più recente, lo sport varesino non è più ai livelli che contano. E penso con rammarico e nostalgia al calcio, all'hockey e ancor di più al basket, con la Pallacanestro Varese per la prima volta retrocessa nella seconda divisione, anche se per i fallimenti altrui si potrebbe goà, senza meriti, tornare nel campionato di serie A.
È un giornale antico La Prealpina, con tanta storia alle spalle. All'inizio dello scorso secolo i varesini chiamavano La Bagaina il loro giornale, diretto e scritto da Giovanni Bagaini, estroso personaggio che, invece di seguire le orme paterne in salumeria e di conquistarsi il diploma di ragioniere, se ne era andato a Milano per tentare il giornalismo. Le prime esperienze le aveva fatte al Pungolo di Leone Fortis, trasferendole in una iniziativa editoriale propria: pubblicò, infatti, L'ape regina, periodico il cui titolo appariva apertamente indicatore del tono giornalistico, vivace e polemico.
Bagaini era monarchico e conservatore convinto ma anche uomo tenace. L'impresa editoriale dell'Ape regina non gli andò bene, tanto da dover cessare le pubblicazioni il 24 novembre 1888. Ma appena una settimana dopo, il 2 dicembre, si ripresentava con Cronaca Prealpina, che usciva con cadenza bisettimanale e si proponeva di dar conto di fatti e fatterelli della zona varesina, ma anche di partecipare attivamente alla promozione delle attività che avrebbero potuto far progredire la comunità locale.
Con il tempo il giornale diventava trisettimanale e, dal 1891, quotidiano, conquistando uno spazio e quindi la continuità, sia pure in perpetua lotta con scarsità di uomini e mezzi.
Nel 1903, Bagaini realizzava l'audace idea di un supplemento, La Prealpina Illustrata che, con ricco corredo d'immagini, mirava a far conoscere tutto quanto vi è di bello e di interessante nella popolosa zona del Varesotto e del Gallaratese. Andò avanti al 1907, dovette sospendere, riprese e si esaurì definitivamente nella seconda metà degli anni 20.
Nel durissimo dibattito precedente la prima guerra mondiale, Bagaini si schierò per l'intervento e, tornata la pace, il giornale visse da protagonista eventi e clima che avrebbero portato al fascismo.
Nella lunga e combattutissima battaglia, vinta nel 1927, per la creazione della provincia di Varese, la Cronaca Prealpina assumeva un ruolo determinante, come punto di riferimento per l'azione da svolgere.
Nel 1928 si costituiva la Società Editoriale Varesina e per un'operazione politico finanziaria condotta dai fascisti, Bagaini dovette lasciare il giornale che aveva fondato. La Cronaca Prealpina si doveva allineare al regime, come tutti gli altri quotidiani. A Bagaini succedeva, come direttore, Gino Cornali e la sequenza avrebbe compreso poi Mario Rivoire, Orsino Orsini, Armando Mazza, Niccolò Giani e Vanni Teodorani.
Crollato il fascismo e finita la seconda guerra mondiale, il giornale diventava organo del Comitato di Liberazione Nazionale, presentandosi in edicola come Corriere Prealpino, diretto dal partigiano socialista Federico Noe. Ma dall'ottobre 1946 la Società Editoriale Varesina rientrava nella proprietà, varando una nuova testata, La Prealpina, direttore Mario Gandini sino al '49, al quale succedeva Gianfranco Bianchi fino al '57. Gandini rientrava nel triennio successivo,lasciando poi la scrivania a Mario Lodi, in carica dal gennaio 1960 all'ottobre '83. il giornale si arricchiva del settimo numero, il lunedì.
Dopo Lodi, direttore è stato Pierfausto Vedani e, dal settembre 1986, è in carica Mino Durand. Giorgio Minazzi dirige l'edizione del lunedì. Il giornale è cresciuto in un'area diffusionale che non è ristretta al solo Varesotto, ma comprende la riva novarese del Verbano, Milano e Lugano. Redazioni staccate sono a Busto Arsizio, Gallarate e Legnano.
La Prealpina ha vissuto, come tutti gli altri quotidiani, la rivoluzione tecnologica grado per grado, fino ad arrivare alla videoimpaginazione, con prodotto tipografico, in particolare per quanto riguarda la riproduzione delle immagini. Il giornale s'è arricchito di inserti speciali. La diffusione è cresciuta fino a toccare le 35 mila copie di media, con punte di 40 mila. Vivendo tutti i periodi d'oro e i periodi nero dell'editoria italiana, in piccolo, nel locale. Con tutti i sue difetti rimane un giornale importante per la gente del varesotto, un punto di riferimento per leggere quello che accade in queste zone. Con una buona dose di curiosità.

Conclusione: ---

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