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Il sentiero dei nidi di ragno - Italo Calvino |
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31/12/00 (289 letture) |
| Valutazione: |
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Vantaggi: ......
Svantaggi: .....
Il primo romanzo di Calvino(1947), sublime, si legge con trepidazione, viva è la descrizione,il mondo dei carrugi, sembra di essere catapultati dentro la storia, si toccano con mano gli ambienti, i personaggi.
La Resistenza vista con gli occhi di un bambino Pin, già vecchio.
E' ambientato in Liguria dove lo stesso Calvino partecipò attivamente alla resistenza nelle bande partigiane.
Calvino guarda con gli occhi del bambino anche per avere un certo distacco dagli avvenimenti narrati, non c'è oleografia, niente è edulcorato.
Pin vive con la sorella che si disinteressa totalmente di lui.
Lei si occupa degli altri uomini,è una prostituta chiamata Nera.
Le prime pagine ci consentono di visualizzare l'ambiente del carrugio stretto e della "striscia di cielo azzurro carico" che gli fa da tetto.
La vista parziale, di scorcio è un segno per farci capire che ogni atto con cui percepiamo le cose è comunque parziale.
Pin ci appare subito intento a dialogare, camminare, urlare.
La scenografia procede con la bottega del calzolaio Pietromagro che passa la vita in prigione e quando ne esce le scarpe da aggiustare aumentano ogni volta, infine l'osteria e la casa della sorella.
Questo è il mondo di Pin.
Pin indossa una giacca troppo grande, ha la voce rauca per il fumo, le lentiggini che lo coprono "come un volo di vespe".
Pin è un bambino vecchio.
E'amico dei grandi ma le cose dei grandi che catturano la sua attenzione "fumo, vino, donne" hanno un "gusto aspro",lo spaventano,lo disgustano.
E' in sostanza un senza fissa dimora, a disagio sia nel mondo adulto, sia nel mondo infantile.
Pin sta tra i grandi senza esserlo "razza ambigua e traditrice"
li chiama, è fuoriposto ovunque,li fa ridere, canta canzoni sguaiate, parla di sesso, li rallegra, li allieta.
Ma non comprende il senso dei loro discorsi, parlano di uomini ammazzati o messi in prigione, non coglie la loro paura o il loro desiderio per le donne.
Per farsi grande ruberà la pistola al marinaio tedesco che ogni due giorni fa visita alla sorella e andrà nell'osteria dove si radunano i grandi per dimostrare che ha avuto coraggio, ma i grandi non lo considerano anzi sono già dimentichi delle parole dette prima.
Decide allora di nascondere la pistola in un luogo magico, una metafora per indicare un luogo particolare, che solo lui conosce:
il sentiero dei nidi di ragno, un luogo di consolazione, di speranza, in cui rintanarsi per scordare la solitudine e l'angoscia.
La posizione di Pin, né ragazzo né grande è paragonabile a quella di Calvino, che assume nei confronti della storia una posizione di distacco per essere più obiettivo.
Scoperto, viene catturato e riesce ad evadere seguendo il giovane partigiano Lupo rosso che però lo abbandonerà, poi vaga solitario e affamato per la campagna.
Trova un ciliegio e si rimpinza di frutti, si riempie di ciliege le tasche e si incammina mangiando e sputando noccioli, chissà se ritroverà Lupo Rosso: "Basta lasciar cadere un nocciolo ogni venti passi" lascerà una scia di noccioli ,questo pezzo ricorda la fiaba di Pollicino, tutto sembra avvolto in un clima fiabesco.
Troverà un omone col berrettino di lana e dalla mano grandissima che lo porterà al campo partigiano del Dritto(un partigiano individualista, senza coscienza di classe e che agisce sempre di testa sua).
Il campo partigiano è un assemblaggio di emarginati, sottoproletari, exladruncoli, borsaneristi.
Pin all'inizio si trova bene nel campo ma quando vien escluso dall'azione militare organizzata dai partigiani, capisce di essere estraneo ancora una volta.
Si è appena svolta una battaglia sanguinosa tra formazioni partigiane e una colonna tedesca messa in allarme da un incendio.
Vi sono stati diversi morti e il clima è teso e pesante, anche perché il Dritto, nonostante gli inviti reiterati del capo militare e del responsabile politico della brigata, non ha voluto partecipare allo scontro, ma si è dato malato per restare al campo a far l'amore con Giglia, la moglie del cuoco Mancino, episodio di cui Pin è stato testimone.
Pin allora con una serie di scherzi e rime mette tutti alla berlina: ("Porci!...cornuti!cagne!)e così ha sistemato il Dritto, il Mancino e Giglia.
Nei confronti del sesso ha un misto di attrazione repulsione tipico dell'età.
Ha spiato la sorella quando si accoppia con gli uomini, ora Giglia, diffida delle donne, solo apparentemente materne, a suo parere.
Il Dritto verrà poi condannato a morte dal comando partigiano.
Calvino descrive la scena senza troppa enfasi, con un linguaggio scarno, sembra quasi disgustato dall'atto che forse è comprensibile solo nel quadro della guerra partigiana ma che lascia amarezza e turba la coscienza.
Anche nella descrizione del campo partigiano Calvino non cede mai alla retorica celebrativa ed agiografica della Resistenza.
Pin incontra anche sbandati ed emarginati, capi sporchi e privi di autorità, che nemmeno sapevano il motivo per cui combattevano.
Alcuni Possedevanoo assieme alla fede politica una storia di errori, ignoranza, miseria.
Decide di fare la Resistenza da solo, va al sentiero dei nidi di ragno per riprendere la pistola e non svelo altro.
Il romanzo termina con Pin che incontra nuovamente il Cugino e pensa di ravvisare in lui il Grande Amico che cerca da sempre.
Si allontana nella notte tenuto per mano dal Cugino.
Cesare Pavese così commentò: "L'astuzia di Calvino, scoiattolo della penna, è stata questa, di arrampicarsi sulle piante, più per gioco che per paura, e osservare la vita partigiana come una favola di bosco, clamorosa, variopinta, diversa".
bye
Conclusione:
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Ultimi Commenti
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- 03/05/01 Ogni volta che un giovane profano come me legge ciò che scrivi, o mia conterranea, gli sembra di entrare in un mondo nuovo e sconosciuto....
Kisse s |
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- 01/05/01 Ciao, l'ho riletta volentieri...k |
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- 27/04/01 Amber sei grande! Riesci a strappare consensi ad ogni opinione! Ancora complimenti per come sai interpretare il tuo pensiero. |
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17 commenti
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