Papillon - Henry Charrière
Papillon - Papillon - Henry Charrière Libri

L'Opinione più recente: ... titolo del film era proprio Papillon e mio padre iniziò una accurata descrizione dell'omonimo romanzo a cui si ispirava e che aveva letto ... altro

Papillon
Papillon - Henry Charrière

alexvers

Nome dooyoo: alexvers

Prodotto:

Papillon - Henry Charrière

Data: 12/11/10

Valutazione:

Vantaggi: si

Svantaggi: no

Ancora una volta attingo dalla libreria dei genitori, fortunatamente ben fornita visto che sembra non esaurirsi mai. Questa volta un libro di avventura spassionatamente consigliato dal papà.
Libro pubblicato negli anni '70 e diventato ben presto un best-seller, tradotto in quattordici lingue diverse e ristampato più volte. Scritto da Hanry Charrière, che non era affatto uno scrittore, è stato solamente l'autore di questo incredibile scritto e di "Banco", il libro immediatamente successivo a Papillon. Una incredibile storia vera vissuta in prima persona dal Charrière circa ottanta anni fa.
Francese di nascita ma venezolano per adozione, così si è definito più volte perchè solo la stato del Venezuela ha voluto farlo rinascere, donare a lui una nuova vita dopo le vicissitudini vissute e raccontate in oltre 630 pagine dense di emozioni.

Titolo: Papillon
Autore: Henri Charrière
Traduzione in italiano a cura di: D. Montaldi
Numero totale di pagine: 631
Editore: Mondadori
Genere: Avventura
Anno di pubblicazione: 1970

PAPILLON DI HENRY CHARRIE'RE

Chi è Papillon, cosa è successo tra Francia e Guyana Francese, cosa è accaduto tra conciergerie e colonia penale nel viaggio sulla strada della putredine
Hanry Charrière alias Papillon, in francese farfalla; soprannome nato dal vistoso tatuaggio sul petto del Charrière rappresentante appunto una farfalla. Francese di nascita, cresciuto a Parigi non era solito frequentare gente propriamente tranquilla. Varie conoscenze tra individualità non certo trasparenti di Parigi, una adolescenza vissuta di notte, passata nei night, trascorsa sulle strade di Montmartre .... fino a quando una notte la sua vita cambia ....... Accusato di omicidio per cui si è sempre dichiarato innocente viene processato, a detta sua una specie di cospirazione per coprire le spalle di altre persone e false testimonianze lo inchiodano. Richiuso nella cella della conciergerie di Parigi pensa a come affrontare un processo che vuole vederlo capitolare poco più che maggiorenne. La conciergerie in Francia è un carcere "normale" come sono normali le situazioni di vita quotidiana, come sono normali tutti i processi e tutte le giornate di tutti i detenuti. Ben diverse saranno invece le cose nella colonia penale di San Laurent du Maroni in Guyana Francese, distaccamento staccato in sud america e territorio francese nella quale lo stato centrale mandava i condannati ai lavori forzati, nel caso di Papillon l'ergastolo ovvero una vita di lavori forzati nella colonia penale peggiore del mondo. Processato e proclamatosi innocente Papillon viene condannato ai lavori forzati a vita da scontare in Guyana. Ecco che Charrière ci racconta in modo dettagliato il viaggio peggiore che una persona potesse intraprendere, per via mare tutti i condannati vengono issati su una vecchia imbarcazione, non hanno la possibilità di fare nulla pena essere picchiati se non peggio, Papillon viene sorpreso con un arma e legato per mani e piedi dietro la schiena per diversi giorni, nessuna possibilità di muoversi, i "pasti" che consumava non erano altro che brodi lappati come un cane. Dopo giorni di viaggio in condizioni pessime sotto tutti i punti di vista l'arrivo alla colonia penale è un rito devastante, i detenuti vengono accolti ed immediatamente viene loro assegnato un numero ed una casacca, da ora in poi saranno un numero tra i tanti che per vari motivi sono morti sulle tre isole che accolgono la colonia penale; Isola di San Giuseppe, Isola del Diavolo e Isola Reale. Eccoci allora che con Papillon sbarchiamo sulla strada della putredine, sulla strada in cui gli uomini non sono più considerati tali ma come bestie. La strada della putredine, senza uscita e senza ritorno, senza la speranza di tornare liberi, consapevole della vita di sofferenze ed ingiustizie che lo aspetta. Ma Papillon è giovane e pieno di vita, è deciso ad evadere in qualunque modo, con qualunque mezzo.

RIFLESSIONI PERSONALI SULLA LETTURA

Tredici anni che segnano la vita, un periodo impossibile da cancellare. Sofferenze, patimenti, ingiustizie ed avventure indimenticabili

Tutto il libro di Charrière è un susseguirsi di avventurose emozioni, siano emozioni positive o negative. Nella sua permanenza nella colonia penale della Guyana Francese ha visto, subito e vissuto in prima persona sofferenza che la mente per sempre si rifiuterà di cancellare. I tentativi di evasione da una realtà irreale, da una realtà inimmaginabile per una normale e sana mente umana. Una realtà in cui i detenuti condannati non avevano alcuna dignità. Completamente sopraffatti dai loro giustizieri. Racconta in modo impeccabile la corruttibilità di molte guardie, sensibilizza sulla fraternizzazione tra molti detenuti contro i loro boia, offre al lettore un senso di claustrofobia quando racconta le tre volte in cui è stato rinchiuso nella mangiauomini ovvero una cella in cui, a seconda della pena subita e quindi dipendentemente per un periodo variabile ma comunque in anni, il recluso non poteva avere nessun tipo di rapporto con nessun altro ... racconta degli anni in cui senza poter parlare e rinchiuso tra quattro mura ha divagato con i pensieri per non impazzire, ci rende protagonisti dei suoi soli cinque passi possibili all'interno della cella ... in continuazione uno due tre quattro cinque dietrofront - uno due tre quattro cinque dietrofront - qualsiasi mezzo per tenere occupata la mente e far passare le ore, i giorni, le settimane, i mesi e gli anni chiuso tra quattro muri, poco cibo, una tavole come letto e nulla di più. Solo con se stesso chiuso dentro un mondo non mondo. Con la medesima abilità nello scrivere i fatti vissuti il Charrière ci racconta tutte le scorribande vissute, ci intrappola nella foresta dove tenta la fuga avventurosamente con un altro detenuto, ci rapisce nella parte di racconto in cui con una imbarcazione di fortuna arriva sull'isola dei lebbrosi ... passo dopo passo entriamo con lui nella casa del lebbroso e stringiamo un accordo, viviamo con lui la trepidazione, l'incertezza del momento, la tensione della situazione raccontata, l'ansia che perversa e si riflette con un brivido lungo la schiena. Navighiamo con lui nel mare dei caraibi, con mare calmo sotto il sole caldo e col mare mosso cercando di non essere trascinati dal mare stesso, ci stanchiamo con lui nel leggere e nel gestire il timone per due / tre giorni senza dormire. Viviamo con lui la magnifica avventura di diversi mesi nella tribù dei Guajri, una parentesi paradisiaca nel racconto; mesi della vita vissuti con una tribù sconosciuta ma pronta ad accoglierlo, una vita senza il valore dei soldi e trascorsa su una spiaggia favolosa mangiando pesce pescato con le mani e carne di animali catturati, saltuariamente un baratto ... un mondo diverso ed assolutamente impensabile di vivere; una angolo di mondo fuori dal mondo. Ci rapisce nella solitudine di un uomo lontano dalla patria amata, un giovane uomo che quotidianamente deve lottare per sopravvivere e deve escogitare una fuga che sembra sempre impossibile. Ci prova e ci riprova ma non è mai la volta giusta, arriva a Trinidad e Tobago dove ci e si illude per la bontà d'animo degli abitanti locali, una tappa intermedia verso la rinascita di una persona che finirà però in modo pessimo. Ritornato per l'ennesima volta nella colonia penale viene marchiato definitivamente come pericoloso ed atto all'evasione ..... il suo destino è morire nella colonia penale ... nemmeno per sogno, Papillon non si abbatte, non si da mai per vinto nemmeno quanto viene rinchiuso nella mangiauomini dovendo scontare otto interminabili anni. Recluso sull'isola del diavolo, da dove nessuno è mai riuscito ad evadere, è ormai un uomo cambiato nell'aspetto e invecchiato precocemente come tutti i reclusi, ma non ha cambiato lo spirito ed è ancora convinto di poter evadere. Il piano questa volta è il più semplice mai ideato; dopo aver studiato le maree e capito il momento giusto lancerà in acqua un sacco pieno di noci di cocco svuotate dal succo all'interno ed a cavalcioni si affiderà alla fortuna ed al mare dei caraibi per cercare la libertà tanto agognata. Si avventurano in due, il racconto di questo tratto per quanto possa sembrare monotono è un incantesimo, cavalcare un sacco in mezza al mare dei caraibi con Charrière è una meraviglia, gioie e dolori, disperazione ed esaltazione, bello e cattivo tempo, onde alte o basse, tutto ed ancora tutto è Charrière a farlo vivere al lettore. L'arrivo su una spiaggia sabbiosa sarà fatale per il suo amico ma l'approdo cambierà la vita di Papillon.
Pubblicato nel 1970, dopo soli tre anni è stato prodotto il film con Steve McQueen ed un giovanissimo Dustin Hoffman che non è assolutamente in grado di reggere il paragone con le pagine scritte. Oltre 630 pagine da godere, una dopo l'altra. Ogni passo di Papillon è un passo per il lettore, ogni azione o sentimento di Papillon si ripercuote sul lettore. Una tensione narrativa esemplare, una trama avvincente e mai scontata.

CAPOLAVORO SCRITTO
A questo seguirà il secondo capolavoro scritto di Henry Charrière col titolo Banco.

Conclusione: già pubblicata su altri siti

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