I promessi sposi - Alessandro Manzoni
Ritratti ....le mie preferenze vanno a Gertrude, la monaca sventurata che peccava - I promessi sposi - Alessandro Manzoni Libri

L'Opinione più recente: ... parti più melodrammatiche, aumentando la verosimiglianza storica a scapito degli effetti romanzeschi. Il romanzo esce nel 1827 con il titol... altro

Ritratti ....le mie preferenze vanno a Gertrude, la monaca sventurata che peccava
I promessi sposi - Alessandro Manzoni

caiomario

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I promessi sposi - Alessandro Manzoni

Data: 06/02/13   Ultima modifica il 04/08/13 (226 letture)

Valutazione:

Vantaggi: Leggere i Promessi sposi in modo del tutto libero

Svantaggi: Leggere i Promessi sposi a scuola

PARLIAMONE MA LASCIAMO PERDERE LE ANTOLOGIE

Francamente scrivere una recensione sui "Promessi sposi" mi sembra davvero un in più che nulla aggiunge alla sterminata bibliografia che sull'argomento ha visto autorevolissimi critici della letteratura scrivere tutto quello che c'era da scrivere. Aggiungo che le visioni da scolaretti non mi piacciono e le ritengo inutili, eppure la mia esperienza personalissima può fare accendere la lampadina della curiosità a tutti coloro che da tempo hanno abbandonato un testo che (giustamente) viene ritenuto una pietra miliare della nostra letteratura.

Piuttosto che parlare di esperienza personale travolgente al punto da non farmi dormire la notte, vorrei invece condividere la mia chiave di lettura su alcuni personaggi che ho letteralmente introiettato nel mio immaginario e credo anche in quello di molti lettori che hanno solo un vago ricordo scolastico dell'opera del Manzoni.

RITRATTI

* Don Abbondio: non ho mai sopportato questo curato che il coraggio non solo non lo aveva ma che probabilmente era incline alla delazione, è vero Manzoni non ha mai descritto Don Abbondio come uno spione ma i presupposti c'erano tutti. Provate ad immaginarvi questo prete di una canonica di campagna che torna piano piano verso casa e che scansa i ciottoli che trova sul suo cammino! Manzoni quello che voleva provocare nel lettore è riuscito a farlo, ma lo ha fatto con umorismo e caricando il personaggio di comportamenti che poco fanno ridere però, anzi trovo decisamente insopportabile l'immagine di chi "con la voce mansueta e gentile" cerca di ammaliare il prossimo per tenerselo buono.
Quanti Don Abbondio incontriamo ogni giorno? Tantissimi, sono i più pericolosi perché per non essere coinvolti fanno finta di non vedere, non si espongono mai e sono pronti a fare l'inchino al potente di turno.

* Renzo: è una persona semplice e generosa che, al suo fianco, aveva bisogno di una donna semplice e dedita alla cura della famiglia. Renzo mi ricorda tanto quegli uomini che si ammazzano di lavoro e quando arrivano a casa non toccano neanche un piatto. Insomma i lavori donneschi da una parte e dall'altra parte il lavoro dell'uomo che porta i soldi a casa.

* Lucia: non mi ha mai appassionato, mi ha invece sempre divertito la parodia che di lei fece Anna Marchesini. Alcuni critici hanno lodato la riservatezza di Lucia, ma questa figura femminile sinceramente non riesce ad accendermi, eppure Renzo la volle sposare, probabilmente la ragione di tale attrazione era dovuta al fatto che lei era il suo opposto e la complementarietà si sa spesso nelle coppie funziona.
Mi faccio delle domande poi sul ruolo di tutte quelle figure femminili che proteggevano Lucia da qualsiasi tentazione, insomma Lucia è una sorta di Genuflessa iperprotetta che subisce anche lei la castità, questo è un chiodo fisso della morale dominante dell'epoca che ancora oggi ci portiamo dietro. Le pulsioni fisiche vanno controllate, ma tutto ciò cosa c'entra con la religione? Il "Crescete e moltiplicatevi" non è un consiglio divino ma un imperativo e tutti sappiamo come ci si moltiplica.
A parziale scusante sta il fatto che Lucia è una donna del Seicento, ma le tante Lucie degli anni 2000 che scusante hanno?


* Innominato: umano ma inquietante, il passo famoso del dialogo tra l'Innominato e il cardinale Borromeo è una delle parti più belle dei Promessi Sposi, il mio invito è di rileggerlo, il diavolo poi non è così cattivo come lo si vuole dipingere (quando si pente).

* Don Rodrigo: questo guappo avvezzo alle pratiche illecite è un altro "cattivissimo" che opprime e fa violenza, è un caporale che fa il lavoro sporco, stupido non è ma non ha la statura per essere definito grande (nel Male); i suoi sodali (i bravi) sono dei poveri diavoli in sedicesimo pronti ad eseguire qualsiasi comando al servizio del potente di turno.


* Azzecca-garbugli: questo modello di leguleio incline a non far capire niente agli altri e a mischiare sempre le carte è vivo, nasce e rinasce in ogni epoca, usa la legge pro domo sua ed è sempre pronto a difendere l'indifendibile


IL MIO PERSONAGGIO PREFERITO È GERTRUDE


*Suor Gertrude alias Virginia Marianna de Levya, (LA MONACA DI MONZA): la povera Gertrude è il personaggio femminile che più suscita in me simpatia, al di là delle pruriginose fantasie che molti di noi hanno avuto pensando a questa suora peccatrice condannata a diventare tale senza volerlo, Gertrude mi commuove, lei è vittima sempre e come tutte le vittime muove un sentimento di pietà; la società clericale e violenta in cui Gertrude visse non aveva alcun rispetto della femminilità, un valore che solo oggi siamo in grado di cogliere nel suo significato più profondo, ma che ancora oggi viene mortificato e colpito.
Il principe padre recluse sua figlia in un convento e la obbligò ad essere quello che non voleva essere: una monaca di clausura, è normale quindi che quando un uomo giovane come Egisto ( il giardiniere del convento) si presentò al suo cospetto "la sventurata rispose" e andò oltre...perché biasimarla? perché condannarla come peccatrice?
Dovrebbero farle un monumento, lei -come scrive Manzoni. era dominata da un sogno, ma la via della monacazione troncò tutte le sue aspirazioni e mortificò la sua sessualità, Gertrude e tutte le altre Gertrude che vissero prima e dopo, non era figlia di un padre amorevole ma di un aguzzino psicopatico e sadico, un mostro che voleva obbligare un fiore appena sbocciato ad appassire.
Povere monacande....ma un plauso al giovane Egisto che confortò la sventurata (che fece bene a rispondere!).
Hanno scritto che Gertrude è l'opposto di Lucia, per questo va a lei la mia simpatia (senza riserve).

***Avrei voluto dire questo alla mia insegnante di italiano, ma lei parlava sempre della Provvidenza!***


LEGGERE O STUDIARE I PROMESSI SPOSI?

Un libro come i Promessi sposi richiama nella maggior parte delle persone tutto il negativo che deriva dallo studio scolastico che purtroppo non predispone i giovani lettori alla critica libera ed originale e quindi li schiaccia nel vicolo cieco delle critiche letterarie; a distanza di anni però è possibile liberarsi da quel pesante fardello e rileggere i "Promessi Sposi" attualizzandolo, molti dei personaggi scaturiti dalla penna del Manzoni sono vicino a noi, basta saperli riconoscere.


UN'INDICAZIONE UTILE

Manzoni non era un cattolico ortodosso, era un giansenista in odor di eresia, non affronto l'argomento sul Giansenismo che è pesante anche per i più pazienti ed è tutto di carattere teologico; basta sapere che il rigore morale di Manzoni andava oltre quello delle tonache....la monaca di Monza per lui, quindi, non poteva essere che una sventurata!


A PROPOSITO DI BIGNAMINI ISPIRATI

***** Non è possibile parlare in modo esaustivo (in questo spazio) di un libro come "I Promessi Sposi", ne è stata mia intenzione farlo, piuttosto lasciamo perdere le antologie, trovo alquanto ridicolo e infantile leggere recensioni che ripetono in modo "papagallesco" pensieri ed espressioni usate da altri****

A buon intenditor/intenditrice....

Conclusione: Siamo quello che ricordiamo e dei Promessi Sposi mi ricordo questo....

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