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Realtà e fantasia,cosa sono ?
Il mattino dei maghi: Introduzione al realismo fantastico - Louis Pauwels / Jacques Bergier / Sergio Solmi

Nome dooyoo: Giava
Prodotto:
Il mattino dei maghi: Introduzione al realismo fantastico - Louis Pauwels / Jacques Bergier / Sergio Solmi
Data: 21/05/01 Ultima modifica il 21/05/01 (752 letture)
Valutazione:
Vantaggi: Incommensurabili e straordinari.
Svantaggi: Nessuno.
“Il mattino dei maghi”
di Jacques Bergier e Louis Pauwels-Milano,Mondadori Ecomomi-ci,1997.
Libro definito dai fascettisti « reali-smo magico » quando comparve nel lonta-no 1963 per le edizioni Mondadori. Ma che cos’è e che significato assegnare a questa definizione-metafora ? E chi erano i suoi autori, che riuscirono a interessare una vasta cerchia di addet-ti ai lavori oltre che i soliti lettori attenti ?
Ebbene Pauwels era il direttore di “Planète” una rivista che aveva un ruolo di ricerche in certi settori del-la cultura e dell’esperienza interiore che suscitano discussioni e hanno un certo sentore di iniziatico: psicologia del profondo,occultismo ed esoterismo, parapsicologia,astrologia,paradossi,
e curiosi eventi,ecc(collegate a pseudoscienze del passato come alchi-mia,magia,divinazione,fisiognomica, cabala,ecc.).Era stato allievo di Guénon e Gurdjieff,ammiratore di Fulcanelli,amico di Alleau e così via.L’incontro con Bergier,il coautore del libro di cui trattiamo,fu per lui un cambio brusco di direzione,una fulminante illuminazione,un completa-mento della visione_ i pezzi del mosaico si erano ‘incastrati’,ecco. Bergier aveva una concezione ed un fare scientifico, veniva da lavori di rea-lizzazione tecnologica ed era dunque un razionale,che naturalmente aveva bisogno di un bagno di fantasia e di intuizione immediata,che naturalmente trovò in Pauwels. Si allearono, scambiarono tra loro le idee fondamentali o anche i particolari nascosti,ed ecco che dal connubio nacque il progetto del libro scritto a quattro mani e due cervelli. E fu un successo di critica,di edizioni(anche all’estero) e di contenuti straordi-nari.Basta scorrere l’indice per rima-nervi imprigionati dal pullulare dei temi e dalle attraenti prospettive di ricerche e di esplorazioni,domande e risposte,interrogativi,misteri adom-brati col loro fascino profondo,e così via. Insomma,le promesse del titolo…il mattino dei maghi… sono mantenute se notiamo come sia non proprio fallace una tentazione che è perenne,la conta-minazione fra magia e scienza moderna, o ,meglio,l’alternanza e la ‘miscela-zione’ dei due ingredienti per spiegare molti eventi,fatti storici,personaggi, contraddizioni,enigmi del nostro universo nel passato e nel presente.
E spesso i nostri autori usano un’altra metafora-definizione per discorrere dei fatti presentati nel loro libro: ’realismo fantastico’.Proprio così. Ovvero la realtà_o almeno quel che intende ognuno di noi per ‘realtà’ _spesso è fantastica e viceversa certe fantasticherie sono realtà a prima vi-sta sfuggite alla ns. messa a fuoco Dicevamo che basta scorrere l’indice, intrigante e stupendo.
Eccolo(in parte): ‘Il futuro anterio-re’; ’La cospirazione in piena luce’;’L’alchimia come esempio’;
’Le ci-viltà scomparse’;’Alcuni anni nell’altrove assoluto’; ’L’uomo,questo infinito’; ’Il fantastico interio-re’; ’Paradossi e ipotesi sull’uomo sveglio’;’Una riscoperta dello spirito magico’;’Il punto di là dell’infi-nito’; ecc.ecc.
Lo stupefacente,sembrano suggerire i due scrittori,è dietro l’angolo della strada di ogni avvenimento e di ciascun protagonista di essi.Basta osservare attentamente_magari con il cosiddetto “terzo occhio”(quello pineale o un altro ancora?) _e les jeux sont faits,voilà! Essi difatti,nei capitoli del libro,alzano tutti i veli delle interpretazioni scontate da clichès storici o da pigrizia mentale, ed ecco che gli scenari delle causalità e i moventi nascosti ,o anche le casualità nascoste o dissimulate per bene,emergono ad uno ad uno e ci danno un ventaglio di interpretazioni diverse dall’ufficialità pragmatica dello storico o dell’indagatore di professione. L’alchimìa non è più una scienza morta e sepolta,anzi .E’ viva e vegeta e prospera in pieno XX secolo(“Le dimore filosofali” di Fulcanelli,tra l’altro amico-maestro di Pauwels,ce lo dice). E il Nazismo, visto crudamente come una ideologia malefica e antiumanistica,aveva in effetti dei sottili legami esoterici
con il misticismo tibetano e con sette segrete ,con credenze escatologiche che spesso trascendevano il quotidiano politico e pragmatico(l'antisemi-tismo,ad esempio). Il mito di Atlantide è rivisitato e spiegato sotto una luce indagatrice più scientifica. La storia delle scoperte e la storia delle idee ad esse legate fino ai ns. giorni,e le civiltà succedutesi,assumono dimensioni assai favolose.La psicologia umana, soprattutto quella scaturita dalla fine ‘800 e con gli approfondimenti di Freud,Jung & compagni(fino a Lacan beninteso),viene ad assumere una nuova e rivoluzionaria concezione, nel-l’indagine dei due autori.Per cui tutto ciò che abbiamo saputo finora in generale dei poteri dell’intelligenza, stati di coscienza,strumenti della psiche o del cervello,genio,intui-zione,memoria,sogno,fantasia, ecc.è spaz-zato via da un vento improvviso, facendoci inoltrare in una sorta di foresta (non pietrificata)di ipotesi terrificanti o di fantasyland.
Il libro è veramente un thrilling di scoperte e rivelazioni,e come tale va visitato e compulsato con l’attenzione giudta che merita.Descriverlo è troppo riduttivo. Bisogna leggerlo.
Conclusione:

21/05/01
Mi e' piaciuta tanto l'op... poi adesso sto leggendo i romanzi di Julien Green e dei racconti dell'800 per un corso monografico proprio sul fantastico...