Home > Libri e Giornali > Libri >

Opinioni su La coscienza di Zeno - Italo Svevo


Psicoanalisi a colori -  La coscienza di Zeno - Italo Svevo Libri
La coscienza di Zeno - Italo Svevo 

L'Opinione più recente: ... Ada Malfenti, ma lei lo respinge; finisce così per sposare una delle sorelle di lei, Augusta. Augusta è brutta, non gli piace, ma lo ama... altro

Psicoanalisi a colori
La coscienza di Zeno - Italo Svevo

kri

Nome dooyoo: kri

Prodotto:

La coscienza di Zeno - Italo Svevo

Data: 16/05/01   Ultima modifica il 29/05/01 (5668 letture)
Valutazione:

Vantaggi: bel libro,ricco di concetti e psicoanalisi

Svantaggi: psicoanalisi a chi non piace!,un pò difficile da comprendere a fondo

Nel periodo compreso tra fine Ottocento e inizio Novecento si verifica una vera e propria rivoluzione che colpisce i più diversi campi del sapere e sancisce il passaggio dall' uomo moderno all' uomo contemporaneo . Questa svolta epocale può essere definita " crisi della ragione " , perchè vengono messi in discussione tutti i valori della ragione classica : non si crede più a un mondo necessario , alla centralità dell' uomo, all' esistenza di una verità assoluta , unica e conoscibile . La cultura della crisi sostituisce a questo insieme di valori una molteplicità di prospettive , una pluralità di punti di vista , cioè si entra nell' ambito di un totale relativismo . Il passaggio a questa nuova epoca è molto brusco perchè coinvolge ogni tipo di indagine dell' uomo sulla realtà e su sè stesso , e questi passaggi non sono semplici evoluzioni delle varie discipline , ma vere e proprie rivoluzioni che minano alle fondamenta le conoscenze precedenti. Con l' avvento di Freud e della psicanalisi , l' uomo scopre di conoscere solo una minima parte della propria personalità : ciò di cui si ignora l' esistenza e di cui non si ha controllo , contribuisce fortemente , in un continuo gioco dialettico con la coscienza, a determinare i nostri comportamenti nell' arco di tutta la vita .Italo Svevo è uno dei maggiori esponenti di questo periodo, ha le sue radici culturali nella Trieste di fine secolo , ed è la relatà in cui si svolge il romanzo . Tra la seconda metà dell' ottocento e il primo novecento , venuti alla ribalta personaggi come Nietzsche , Marx , Freud ed Einstein capaci di rivoluzionare la visione dell' uomo sul mondo e su sè stesso ,l' uomo sente come inadeguati i tentativi di porre un ordine alla realtà : il positivismo , sempre alla ricerca di nessi causa - effetto riconduce l' esistenza al solo dato empirico , mentre il naturalismo , in letteratura, vuole sempre attenersi al reale , al concreto . E' comprensibile quindi come queste tendenze filosofico - letterarie non reggano l' impatto con le nuove istanze relativistiche e individualiste . Se l' uomo disorientato che si affaccia al nuovo secolo perciò è alla ricerca di un pensiero che lo rassicuri , Svevo procede invece nella direzione inversa, cioè mette il coltello nella piaga , inchiodando l' uomo a un' immagine di sè che non è gradevole osservare ( ed è forse questa la causa dell' iniziale disinteresse del pubblico per i suoi romanzi ) . La figura principale che caratterizzerà tutta la sua produzione letteraria è infatti l' inetto , cioè colui che è inadatto , incapace di vivere instaurando rapporti normali con altri individui . L' inetto si sente sempre in una situazione di disagio interiore e non riesce mai a sentirsi in pace con se stesso e con gli altri ; è un uomo abbozzato , nel quale nessuna parte è completamente sviluppata e proprio per questo è capace sempre di cambiare . Nella Trieste di fine '800 , Svevo individua le radici dell' inettitudine nella declassazione sociale e nell' interesse per la cultura umanistica . Infatti , in un' epoca in cui il motore della società sono il capitalismo e il profitto , chi non è capace di spendersi in campo economico e preferisce attività letterarie non può che risultare un emarginato . Evento fondamentale ,per la scrittura di questo romanzo è la conoscenza delle opere di Freud , la cui "Interpretazione dei sogni" esce nel 1900 . Sotto il profilo terapeutico , Freud gli provoca "un' impressione disgustosa" , perchè Svevo non accetta la sua pretesa di potere arrivare alla guarigione dei nevrotici , mentre è interessato alle possibilità conoscitive permesse dalla psicoanalisi , capace di indagare a fondo la complessità della realtà psichica dell' uomo . Altra forte influenza viene esercitata dalla teoria evolutiva di Darwin , che viene rielaborata originalmente nel saggio "L' uomo e la teoria darwiniana" : qui Svevo spiega le differenze tra animale e uomo . Per Svevo lo sviluppo eccessivo di qualità inferiori che servono nell' immediato per la sopravvivenza non è altro che un arresto dello sviluppo : " L' animale più capace di evolversi è quello in cui una parte è in continua lotta con l' altra per la supremazia " . Svevo quindi pensa a un uomo in continuo divenire , capace di infinite mutazioni .La coscienza di Zeno ( 1923 ),è il romanzo che ha per protagonista Zeno Cosini , ricco e malato immaginario di infinite malattie , giunto alla vecchiaia scrive la propria autobiografia per soddisfare i desideri (economici)dello psicanalista che lo ha in cura .

Il tema principale del romanzo non è tanto la vita di Zeno , quanto piuttosto la storia della sua malattia , cioè la resistenza a ogni tipo di salute . Zeno infatti abbandona quasi subito la psicanalisi perchè la ritiene una cura che ha la presunzione di portare alla guarigione totale ; inoltre non accetta il tipo di salute che gli presenta la società in cui si trova a vivere , cioè la salute dei componenti di casa Malfenti . Nel suo tentativo di arrivare alla consapevolezza di sè , Zeno scopre che la differenza tra salute e malattia consiste nel fatto che il sano non analizza la sua malattia mentre il malato non fa che pensarci continuamente . Zeno comprende che la realtà psichica è ben più complicata di quanto si pensi , che la volontà è un carattere effimero e inconsistente , che non esistono certezze assolute , non c'è una verità : per questo l' uomo deve continuamente riflettere su sè stesso , nella consapevolezza che ciò possa portare all' inettitudine . Questa mancanza di certezze porta all' incapacità di realizzarsi , di scegliere una strada piuttosto che un' altra . Essendo conscio di questa sua incapacità alla vita normale , Zeno decide di affiancarsi a persone "sane" , come Augusta , guidate da una sicurezza totale sul senso del reale e della vita . Nel descrivere Augusta , Zeno rappresenta se stesso in antitesi , contrapponendo la presunta salute della moglie alla propria malattia e mostrando come il confine tra sano e malato sia molto labile : " Io sto analizzando la sua salute , ma non ci riesco perchè mi accorgo che , analizzandola , la converto in malattia . E scrivendone, comincio a dubitare se quella salute non avesse avuto bisogno di cura o d' istruzione per guarire . Ma vivendole accanto per tanti anni , mai ebbi tale dubbio " . Zeno, ritenendosi malato , ha sempre creduto che la sua fosse una situazione individuale, isolata , perciò ha sempre cercato di raggiungere la salute ; successivamente , quando si ritrova a guardarsi indietro , Zeno si accorge di quanto malate siano in realtà le convinzioni che sostengono un comportamento sano e di come sia " atroce quella salute che non analizza se stessa e neppure si guarda allo specchio " . Zeno arriva così alla conclusione che la sua nevrosi non sia un caso raro , ma abbia radici storiche legate ad una male morale che investe l' intera società cui appartiene : Zeno diventa così metafora della crisi dell' uomo contemporaneo , una crisi acuita dalla lucida consapevolezza della propria condizione .

La stessa struttura narrativa del romanzo è metafora della concezione sveviana della realtà , che non esiste come oggettiva conoscenza , ma è frutto di una narrazione in cui il soggetto fa emergere certi aspetti ed attribuisce loro un certo senso , un valore arbitrario . La realtà esterna dipende da quella interna dell' uomo , poiché è solo un' attribuzione di un senso relativo : Lo Zeno che scrive nel presente , durante la cura psicanalitica , ricostruisce ed interpreta lo Zeno del passato . Il relativismo è sottolineato anche dal tono umoristico usato per mettere in evidenza sia gli autoinganni costruiti dallo Zeno passato per evitare le decisioni , sia quelli inventati dallo Zeno scrivente , per non vedere tutto quello che il suo passato potrebbe rivelargli, per camuffarsi e presentarsi onorevolmente all' analista .

Conclusione:

Ultimi membri che hanno valutato quest'opinione: (27 membri totali)
Missfedy85%2Fnembo1978%2Fanthors%2Fspica73%2Flipstick%2Fbernadette%2F

Vedi 27 valutazioni membri

Valutazione globale: Molto utile

Questa opinione ha ricevuto una Corona.

Guarda le ultime opinioni premiate

Ultimi Commenti
kri

- 29/05/01

bhe grazie ai consigli di adso..si ai tuoi non ..tu ricordati che non dai consigli....
cioaicao :)
bernadette

- 26/05/01

Complimenti per l'opinione..ciao..Tiz zy
Nightpiece

- 23/05/01

Svevo noioso? Ma dove?
Ricordo che ai tempi del liceo questo romanzo mi appassionò un casino!
Quanta verità è espressa nel libro!

Vedi 26 commenti

inizio pagina