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Val Mastellone
L'Opinione più recente: ... partendo da Varallo, incontriamo un ponte a schiena d’asino che si affaccia su un baratro di 35 metri a picco su un torrente dalle ... altro |
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Fascino primitivo e selvaggio
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| Prodotto: | Val Mastellone |
| Data: | 13/03/01 Ultima modifica il 13/03/01 (1388 letture) |
| Valutazione: | ![]() |
Vantaggi: è piena difascino
Svantaggi: -
Mi è difficile raccontare questa valle da me molto amata, che ha inizio dal lago di Barranca, ad oltre 1800 msl, dove nasce il fiume Mastellone e termina a Varallo Sesia. Bisogna vederla, bisogna percorrerne le stradine che si staccano dalla carrozzabile. Bisogna inoltrarsi nel verde, tra i suoi prati e i suoi tetri precipizi, tra i suoi torrenti silenziosi e i suoi incredibili paesini rannicchiati sulle punte. E’ una valle povera, non ha nulla da offrire al turista, non offre attrazioni di alcun tipo, non ha alberghi, non ha attrezzature: offre soltanto se stessa. All’inizio, partendo da Varallo, incontriamo un ponte a schiena d’asino che si affaccia su un baratro di 35 metri a picco su un torrente dalle acque cristalline: è l’orrido della Gula che si apre vertiginoso e irridente all’imbocco della Val Mastallone la quale da qui in poi prosegue in un’alternanza continua di chiari scuri dai chiari brillanti agli scuri tombali. Il panorama è insolito per l’alta montagna: gli abeti sono rari, le cime sono coperte da una fitta coltre di faggi. I prati verdissimi si alternano ai campi di grano. Le case hanno la tipica configurazione della costruzione valsesiana: sono sviluppate in altezza per togliere meno terreno possibile alle coltivazioni. Tutte in pietra, a volte intonacate con le finestre trompe l’oeil, il tetto è sempre in ardesia. Queste case grigie e massicce conferiscono un aspetto imponente anche alle frazioni disabitate, ai piccoli centri montani. Tutta la Val Mastallone è un fiorire di cappelle, chiese, chiesette, oratori. Ogni frazione ha la sua chiesa, più o meno imponente, e tra una frazione e l’altra ci sono le edicole dei santi (tra i più gettonati San Rocco e San Defendente). A sinistra della carrozzabile troviamo Fobello (dal diletto Faggio Bello). La valle si apre diventando verdissima: i prati e i boschi di castagni caratterizzano questa parte di valle. Al centro del paese la piazza con l’immancabile chiesa parrocchiale, la locanda e la scuola di puncetto (tipico lavoro all’uncinetto) più famosa della Valsesia. La strada carrozzabile termina poi a Ribella, unico paese Walser della zona. Gli abitanti conservano cognomi tedeschi, i suoi torrenti hanno nomi tedeschi quali Endewasser e Landwasser. Il paese è ormai quasi spopolato, le sue case sono costruite su un pendio talmente ripido che si dice addirittura che le galline portino un sacchetto legato al sedere per impedire alle uova di rotolare giù. Sono innamorato di questa valle in quanto che conserva un fascino primitivo e intatto, ruvido e un po’ scostante, povero e dignitoso difficile da ritrovare da altre parti.
Conclusione:
Valutazione globale: Molto utile
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- 17/03/01 Molto Utile meritato, anche perché costringi uno come me, intossicato di Dolomiti, a ricordare che montagne e valli belle ce ne sono anche altrove, senza dover necessariamente scomodare il Tibet (mai stato). Grazie e ciao. |
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- 16/03/01 ...rannicchiati sulla cima...ho provato a immaginarlo un paese rannicchiato e credo di esserci riuscita...ancora grazie :) |
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- 14/03/01 nelle tue parole non c'è mai nulla di superfluo. ciao. |



